Myriam Cappelletti (1952) è un’artista originaria dell’Umbria, residente da molti anni a Prato, in Toscana. Fin dall’infanzia ha avvertito una forte esigenza espressiva che l’ha portata a intraprendere un percorso artistico strutturato, culminato con il diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze in pittura, affiancato da studi in grafica pubblicitaria e tecniche di affresco.
La sua ricerca artistica si distingue per un approccio sperimentale che, pur mantenendo centrale l’uso del pennello, integra materiali eterogenei come stoffe, carte, garze e oggetti legati alla memoria personale e familiare. Le sue opere, spesso materiche e talvolta cucite, si configurano come microcosmi simbolici: vere e proprie “reliquie” visive in cui segni e incisioni diventano un alfabeto intimo, capace di raccontare emozioni, ricordi e frammenti di vita.
Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose città italiane e internazionali, tra cui Seoul, New York, Parigi e Shanghai. La sua produzione si è evoluta verso installazioni e assemblaggi, includendo negli ultimi anni anche l’uso del metallo, del ricamo e della scrittura come elemento visivo. Tra i progetti più significativi si ricordano “Gli Armadi Blu” al Centro Pecci di Prato (2012) e le recenti installazioni site-specific, in cui intreccia memoria personale e narrazione collettiva.
La sua poetica, sospesa tra materia e memoria, esplora temi come l’identità, il tempo e la dimensione femminile, lasciando emergere, anche nei toni più sommessi, aperture simboliche verso la luce e la condivisione universale.